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giovedì 15 dicembre 2011

Stefano Piccirillo oltre il microfono. Le stelle della radio italiana si raccontano con dieci canzoni

 
Articolo 21 - Musica
Stefano Piccirillo oltre il microfono. Le stelle della radio italiana si raccontano con dieci canzoni
Stefano Piccirillo oltre il microfono. Le stelle della radio italiana si raccontano con dieci canzoni
Dopo il successo della sua prima prova letteraria, “La mia guarigione” (Sangel Edizioni), Stefano Piccirillo, il noto speaker di radio Kiss Kiss, pubblica un nuovo romanzo dal titolo “Dieci canzoni una vita” ( Emmebi Edizioni) e lo presenta oggi al pubblico romano, al Red dell’Auditorium Parco della Musica.  E’ un modo insolito, il suo, di raccontare la storia della musica italiana ed internazionale. Stefano Piccirillo, che ogni giorno dalle 13.00 alle 20.00 conduce un programma che percorre cinquant’anni di storia attraverso aneddoti degli idoli del Pop e del Rock, con questo libro riesce a trascinare il lettore in un viaggio “oltre il microfono”. La particolarità della narrazione?  Piccirillo scrive ogni capitolo del romanzo a quattro mani con un altrettanto noto personaggio dell’etere, invitato a raccontare la sua vita attraverso dieci canzoni preferite. Così, da Rudy Zerbi (Radio Deejay) a Federico l’Olandese Volante (R101), da Cristina Chiabotto (Radio Kiss Kiss) a Gianmaurizio Foderaro (RadioUno), da Federica Gentile (Radio 2) a Stefano Pozzovivo (Radio Subasio), da Giancarlo Cattaneo (Radio Capital) ad Alan Palmieri (Radio Norba), fino a Rosario Pellecchia (Radio 105) e Marco Baldini…e molti altri!... Stefano Piccirillo incontra i suoi amici di radio: speaker, direttori artistici, fonici, responsabili della programmazione tra i più famosi in Italia nel mondo della comunicazione e del broadcasting.
L’affresco musicale di “Dieci canzoni una vita” è giocato su due piani di interesse. Piccirillo e una banda di innamorati dell’FM italiana, da una parte, dipingono a grandi pennellate le canzoni amate e, dall’altra, disegnano i tratti dei loro stessi volti. Come è noto, quelli degli speaker sono volti ‘invisibili’ giacché, per la natura del mezzo radiofonico, l’etere rende l’ascoltatore memore di sfumature vocali, di timbro, sonorità e a volte ‘inflessioni’ più o meno dialettali che ne determinano anche il gradimento.
Fortunatamente, negli ultimi anni l’innesto tra i due colossi della comunicazione - radio e televisione - intelligentemente adottato in alcune trasmissioni (Rai, Mediaset e canali satellitari), ha favorito la conoscenza più diretta di queste voci storiche, che abitano quotidianamente le nostre case, le automobili o certi ambienti di lavoro dov’è richiesta la presenza di una radio accesa. E questo incontro tra radio e tv alimenta quella familiarità che solitamente l’immagine favorisce nell’immediato, rendendo riconoscibili i conduttori. Col dilagare dei social network, o blog e siti internet nutriti di fotografie e video, abbiamo imparato ad abbinare alle voci amate volti sorridenti o seriosi. Li abbiamo sorpresi incorniciati da folte capigliature, laddove avevamo immaginato simpatiche teste calve ( e viceversa). Ci siamo meravigliati dei loro sguardi ammalianti, affettuosi, dove le voci ‘nude’ di tratti somatici avrebbero potuto suggerirci qualche formalità o un po’ di distacco, motivati da ragioni professionali.
Rispetto a tutta questa ricchezza di informazioni sui nostri beniamini della radio, il romanzo di Piccirillo fornisce un ulteriore passo avanti: scoprire, di quei volti e quelle voci, un più intimo aspetto, che va oltre il microfono, ma anche oltre i ‘libri delle facce’: un “colore proprio” che spesso, per esigenze radiofoniche, per il tipo di trasmissione condotta, gli speaker non hanno possibilità di raccontare, perché troppo forte, troppo toccante, troppo personale o più semplicemente ‘fuori luogo’.
I loro racconti, in questo libro, assicurano divertimento e commozione, insieme, e vicende a volte grottesche, ma dense di verità: grandi rinunce, avventure e/o disavventure legali. Ecco il libro ri-suona di note che si “cantano” solo in certe occasioni, solo se si instaura un clima confidenziale voluto dalle parti.
Allora Stefano Piccirillo non è soltanto un collega di pari merito con cui confidarsi, non solo un ‘compagno’ d’etere a cui strizzare l’occhiolino con reciproca complicità: è ogni ascoltatore, ogni fan, ogni amante della radio che ambirebbe ospitare nel proprio salotto di casa il suo conduttore preferito, per farsi raccontare le sue storie,  non solo quelle della musica … non solo il senso di una canzone, ma quello di una vita spesa dentro “la Canzone”.
Leggere “Dieci canzoni una vita” ci fornisce una serie di scoperte: da cosa sono incuriositi i nostri i nostri amati speaker, i particolari sui quali si soffermano ascoltando o osservando artisti che hanno segnato la loro vita, le dieci ‘tracce’ della loro vita. Difficile non rimanerne affascinati. Su alcuni aneddoti il divertimento è incontenibile. Proposto così, il mestiere della radio coinvolge anche il suo peggior nemico e offre al lettore una forte empatia con le emozioni che gli sono legate. Note di musica a parte, Piccirillo riesce a trasmettere l’essenza di questo mestiere, fatto di suono e di bellezza, ma anche sacrificio, sonno, rinuncia, delusione e tutta una varietà di emozioni che, attraverso la voce, devono arrivare dritte e vere a chi ascolta. E più si avanza con la lettura, più comprendiamo perché queste siano voci così amate. E’ proprio vero che nei colori delle voci, come in quello delle canzoni, se non c’è verità  non c’è amore, né memoria di come quelle voci dipingono le ‘onde’ dell’etere.

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