La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

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Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

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NON STO TANTO MALE

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mercoledì 21 dicembre 2011

SALONE DEL LIBRO A RISCHIO SPONSOR

SALONE DEL LIBRO A RISCHIO SPONSOR

Il Salone del Libro è in pericolo? Sì, no, forse. E’ un Rolando Picchioni amareggiato quello che apre la conferenza stampa di presentazione della 25esima edizione, da giovedì 10 a lunedì 14 maggio 2012. “Per la prima volta la prossima sarà un’edizione carica di incertezze e incognite” dice il presidente della Fondazione per il libro, la musica e la cultura. Poi il discorso si sposta sui temi dell’evento e il tono è meno pessimistico, per finire anzi con idee e prospettive per il futuro. Ma quando qualcuno gli chiede chiarimenti sulle preoccupazioni, Picchioni ammette che ci sono “dubbi sulle erogazioni solite degli sponsor storici”. “Confermeranno la loro disponibilità?” si chiede il presidente. Che conclude indicando una via d’uscita, nel caso peggiore: “Se mancheranno i fondi dovremo pensare a una joint venture con il Lingotto per andare avanti”. Insomma la parte espositiva e commerciale dovrà diventare un tutt’uno con quella culturale e organizzativa. E non aiuta il fatto che il direttore generale di Lingotto Fiere, Andrea Varnier, sia stato chiamato a organizzare un importante evento fieristico in Brasile. Il suo sostituto dovrà essere persona all’altezza. Il Salone, dunque. La novità della prossima edizione è che per la prima volta i paesi ospiti saranno due, Spagna e Romania. Il motivo conduttore saranno le mutazioni portate dalle nuove tecnologie che stanno cambiando il modo di pensare, scrivere, comunicare, pubblicare, leggere. Lente puntata sulle riviste letterarie che date per morte su carta risorgono in rete, sui blog che diventano siti di critica informale, sul giornalismo dei telefonini, scrittura stenografica che dà vita però anche a ipertesti. Altra importante novità è l’unione delle forze fra il Salone del libro e il Circolo dei lettori, che ha originato il progetto ‘La Città Visibile. Torino 1988-2012>>’, che sottolinea i 25 anni di vita del Salone e la volontà di guardare avanti, come indicano le due frecce finali. Infine la partnership con Rai Educational, che prevede di valorizzare l’attività preparatoria e i 5 giorni dell’evento attraverso prodotti e format multimediali destinati alla televisione e a internet. Rimangono ‘Adotta uno scrittore’, ‘Nati per leggere’ e il concorso ‘Lingua Madre’.
Il Salone per ristrettezza di risorse rinuncia all’ampliamento all’Oval, come era successo l’anno scorso. Ma propone una sinergia con il cinema, che potrebbe diventare un filone importante di sviluppo. La collaborazione con il Circolo dei Lettori (“Era ora che facessimo qualcosa assieme”, ha dichiarato il presidente Luca Beatrice), oltre alle 7 serate tematiche della Città Visibile, arricchite da video e musica e sotto la regia di Marco Ponti, porterà alla realizzazione di una mostra sui 25 oggetti che hanno cambiato Torino in questi 25 anni. “Ci saranno la felpa con su scritto Torino – anticipa Beatrice, che preannuncia un allestimento spettacolare – le Superga tricolori, gli anelli del 150° sulla Mole, ma anche il kebab”. Per il direttore editoriale Ernesto Ferrero “le crisi sono occasioni da non sprecare, insegnano più di una vittoria che bisogna guardare avanti”. Questi 25 anni hanno dimostrato “che il pubblico è maturo e chiede una cultura attiva, non calata dall’alto, un confronto vero, uno scambio interattivo”. Maurizio Braccialarghe ritiene il Salone del libro “una colonna delle attività culturali d’Italia, una delle cose più positive di Torino dal 1988 a oggi”. Altre città ce lo invidiano, dice l’assessore alla cultura del Comune di Torino, “dobbiamo difendere il lavoro fatto, il Salone deve rimanere un’eccellenza di Torino”. La mancanza di risorse, spiega Braccialarghe, impone scelte dolorose, salvare le attività più meritevoli. “Ma in sei mesi non ho trovato una sola attività culturale a cui poter mettere una croce sopra”. Spegnere le luci sulla cultura e lo spettacolo sarebbe un errore, ammette, perché “la cultura in Piemonte rappresenta 33 mila posti di lavoro e perché i 5 milioni di turisti che sono venuti a Torino nel 2010 hanno portato 1,3 miliardi di euro”. Per Ugo Perone, assessore alla cultura della Provincia di Torino, “non si deve solo difendere e salvare ma innovare e progettare”. Perché “la crisi modificherà i comportamenti individuali e sociali, qualcosa cambierà”. E “la cultura deve essere il luogo dove si pensa il futuro”. Michele Coppola, assessore regionale alla cultura, ha ribadito che “il Salone non si tocca”. Ma visto che le risorse sono meno rispetto a una volta, “non ci possiamo più permettere diversi contenitori culturali”. La polemica è con i finanziamenti della precedente giunta Bresso. “Dicevano che avremmo tagliato i finanziamenti alla cultura – continua Coppola – Non è vero, ma bisogna definire priorità che garantiscano occupazione e una ricaduta economica”.
Roberto Ponte
da pagina

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