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lunedì 23 gennaio 2012

«Basta monopolio sugli spettacoli»

 Andrea Caldart

«Basta monopolio sugli spettacoli»

Caldart e Serra chiedono un intervento al leader dell'Idv Di Pietro

   CAGLIARI. Tagliati fuori con regolarità disarmante dall'organizzazione degli spettacoli in città, gli imprenditori Andrea Caldart e Filippo Serra si rivolgono al leader nazionale dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro. Una lettera quasi disperata, dove i due imprenditori descrivono una situazione di sostanziale monopolio in cui i loro progetti («vogliamo fare libera impresa e creare posti di lavoro») restano esclusi a vantaggio dei soliti noti: «Ci siamo rivolti più volte alla magistratura - scrivono Caldart e Serra - e i nostri concorrenti sono finiti in tribunale insieme ad alcuni dirigenti comunali». Ma nonostante processi e inchieste - è questa la loro tesi - nulla è cambiato. Fra l'altro è rimasto nel cassetto il progetto per il Teatro del mare, che avrebbe garantito uno spazio-spettacoli nuovo alla città.  Nella nota si fa riferimento anche ad altri filoni d'indagine, ma soprattutto al silenzio che l'amministrazione comunale - quella passata, ma anche l'attuale - ha opposto alle richieste di partecipazione arrivate dalle società dei due organizzatori. «In questa terra - è scritto nella lettera - non ci viene garantito il regime di libera concorrenza e le amministrazioni locali hanno fatto di tutto affinché esistesse una sola azienda monopolista del settore a danno non solo delle nostre ma anche di tutte le altre che formano il comparto del settore cultura-intrattenimento, in cui cerchiamo di operare per poter contribuire allo sviluppo di questo territorio». Caldart e Serra chiedono a Di Pietro di intervenire sui rappresentanti locali e di incontrarli per valutare i documenti. Nel frattempo andranno avanti altre iniziative di protesta e di denuncia, che vengono annunciate sulla pagina facebook del «Teatro del mare».
dalla Nuova Sardegna

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Il signore che scrive a Di Pietro e che sostiene l'impossibilita' di avviare i suoi progetti sostenuti da capitali privati...dovrebbe spiegare a molte persone di Quartu e dintorni, come mai, invece di investire tutti questi denari, non provvede prima a pagare i debiti da lui contratti nelle sue passate attivita' (sempre a sua detta sostenute da capitali privati). Grida e cerca di suscitare scalpore, ma ogni volta che a questo imprenditore e' stato lasciato spazio di fare, ha solamente creato buchi, falle, debiti e pignoramenti di nulla...perche' del nulla stiamo parlando!
La prossima lettera scrivila a Babbo Natale dato che coi mercatini di Natale di Quartu 2010 e con lo scempio che hai creato in quell'occasione potrebbe sentirsi tirato in causa...

Anonimo ha detto...

E' veramente una vergogna che si dia spazio ad una persona del genere!
Non ha ancora capito che a Cagliari e dintorni non farà più nulla perchè oramai tutti sanno chi è: uno che non paga e quindi le istituzioni non si fidano.
Parla sempre di manifestazioni autofinanziate ma poi a chi gli chiede i soldi lavorati risponde che sta vivendo di elemosina, che non ha casa, auto e quant'altro, i soldi ce li ha eccome. Ai mercatini di Quartu si è intascato almeno 50.000 €, dove sono andati a finire? Paga, stai zitto e torna al tuo paesello! Tanto qui sei finito!! E scoppia!!

Anonimo ha detto...

Teatro del mare ha aggiunto "i miei sogni" come datore di lavoro. Continua a sognare, le tue idee rimarranno solo sogni ma, attento i sogni potrebbero diventare incubi che ti dicono: paga,paga,paga....i debiti dei mercatini di Quartu...paga, paga, paga...

Anonimo ha detto...

E' vero che i tuoi concorrenti sono finiti in tribunale ma non ci vorrà molto che anche tu abbia lo stesso trattamento visto lo sfacelo che hai combinato a Quartu un anno fa!
E non dimentichiamo che hai già la Make&Song fallita, non ci sarà l'udienza il 5 marzo? come scrivi sempre tu ihihihih, ahahahah, ride ben chi ride ultimo!!

Anonimo ha detto...

Anche io non capisco come si possa continuare a sentire questo "signore" che non fa altro che blaterare di ingiustizie a suo carico. Siamo in tanti ad aspettare che paghi per i lavori che a vario titolo abbiamo fatto per lui l'anno scorso a Quartu, ebbene le scuse usate sono varie e non stanno in piedi. Ahimè qualcuno però gli ha dato spazio sia l'amministrazione quartese che a Trento dove ha vinto un bando pubblico per l'assegnazione della gestione del Pala Trento ma, non appena gli hanno chiesto garanzie economiche la società è stata ritirata. Allora dove sono i capitali privati?? e la frase che brucia sempre più a tutti noi: realizzabile a costo zero??? ma zero per chi?????

Anonimo ha detto...

A COSTO ZERO per chi lavora...nel senso che NELle societa' di Caldart il "costo della manodopera" esce sempre aggratis!!!