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sabato 21 gennaio 2012

"Più calcio, più memoria!": Schiuma utilizza i campioni per esercitare la mente

Lucio Schiuma e la copertina del suo libro Lucio Schiuma e la copertina del suo libro 

"Più calcio, più memoria!": Schiuma utilizza i campioni per esercitare la mente

di Andrea Curreli
Nel suo libro d'esordio Sarò come Garrincha aveva introdotto il "Metodo di Studio", ora questa particolare tecnica mnemonica che utilizza i numeri del calcio assume vita propria. Lucio Schiuma va avanti per la sua strada e dopo il primo romanzo e i consensi ottenuti (finalista al Premio Brera 2010, presentato al Premio Bancarella 2011, finalista al Premio Carver 2011 e vincitore del premio Franz Kafka 2011) ora ha dato alle stampe  in coppia con Franco Ascani Più calcio, più memoria! (Edizioni Libreria Croce, 2011). Schiuma è abile a sfruttare la passione per il "dio pallone" e per i suoi protagonisti come semplici mezzi per esercitare la memoria.
Schiuma, dopo il successo del romanzo Sarò come Garrincha un nuovo testo sul calcio. Vuole presentare Più calcio, più memoria?
"Amo definirlo un libro-gioco. E' un testo incentrato su un semplice e divertente 'Metodo di Apprendimento' che consente di memorizzare rapidamente qualsiasi nozione di pertinenza scolastica e concorsuale: dalle formule delle varie materie alle date storiche, dagli articoli di diritto agli argomenti di letteratura, fino a dati geografici, percentuali, statistiche, codici, ecc.. In sintesi, tale metodo consiste nel trasformare l’arida informazione che ci occorre memorizzare in una spettacolare azione calcistica avente come protagonisti i grandi campioni del calcio mondiale".
Il "Metodo" era già presente nel suo libro d'esordio. Com'è nata l'idea di questo sistema mnemonico?
"Durante la mia vita mi è spesso capitato di ascoltare un genitore o un insegnante che rimproverava il malcapitato bambino o adolescente di turno con la seguente frase: 'se tu conoscessi le materie scolastiche come conosci tutto quello che riguarda il calcio, sono sicuro che a scuola saresti un genio'. Per cui nel corso degli anni mi sono sempre chiesto se fosse possibile riuscire a coniugare le due cose: lo studio con il divertimento e la conoscenza con la passione. Così è nata l’idea di trasformare il calcio in uno strumento per l’apprendimento. In tal modo si potrebbe finalmente dar vita a quel connubio sport-scuola da molti anni invocato dalle principali istituzioni che governano il calcio e lo sport sia a livello nazionale che internazionale (Figc, Lega Calcio, Uefa, Fifa, Coni, CIO). E, soprattutto, far acquistare al calcio la tanto auspicata funzione educativa; che, in questo caso specifico, diventerebbe anche una vera e propria funzione istruttiva"
Entriamo nello specifico: su quali presupposti si basa questo "Metodo"?
"Il Metodo di Apprendimento, che ho inventato e brevettato, costituisce un preciso riflesso del contesto sociale contemporaneo: come negare, infatti, che i Grandi Campioni del calcio mondiale stanno diventando, giorno dopo giorno, gli eroi di milioni e milioni di persone in tutto il pianeta? Quei Grandi Campioni che ci fanno esultare ed emozionare ogni domenica di Campionato e ogni mercoledì di Coppa; e che, proprio per questo motivo, rimangono scolpiti per sempre nel nostro cuore e nella nostra memoria. Quanti di noi hanno difficoltà a ricordare le nozioni e i concetti scolastici, mentre ricordano a memoria il palmares e i risultati della propria 'squadra del cuore'? Così come ricordano perfettamente il curriculum (numero di gol segnati, titoli conquistati, squadre in cui hanno militato, presenze collezionate, costo del trasferimento, stipendio annuo, ecc.) dei fuoriclasse che giocano nel nostro campionato nazionale. Così come ricordano esattamente le date e i luoghi delle vittorie più importanti e delle partite più emozionanti della nostra Nazionale".
Ma questo suo sistema è convalidato da ricerche scientifiche?
"Certo. E’ ormai risaputo che le nostre grandi passioni (in questo caso specifico, la nostra passione calcistica) forniscono alla nostra mente degli stimoli sbalorditivi che le permettono di ricordare tutto a meraviglia. Così come è ormai appurato che per quanto riguarda i dati calcistici siamo dei veri e propri supercomputer. Per cui, perché non sfruttare le immense capacità della nostra mente anche in campo scolastico e concorsuale? Come? Beh, niente di più semplice: imparando a utilizzare tale Metodo di Apprendimento e a trasformare le noiose informazioni scolastiche in coinvolgenti azioni calcistiche".
Quindi è perfettamente applicabile?
"Si. Tale Metodo di Apprendimento è applicabile al 100 per cento. Del resto che differenza intercorre tra memorizzare un dato scolastico piuttosto che un dato calcistico? Nessuna. La quantità e la complessità dei dati da memorizzare è sempre la stessa. Pertanto, anche i “bit di memoria umana” necessari alla memorizzazione di tali dati sono sempre gli stessi".
Pensa che sia possibile applicarlo anche se non si è proprio dei patiti di calcio?
"Sicuro! Ritengo che sia perfetto per tutti quelli a cui piace il calcio, dai 'malati cronici' ai 'semplici appassionati', siano essi ragazzi che adulti; ma è validissimo anche per tutti coloro che non sono propriamente dei calciofili: tutto quello che occorre per imparare a utilizzarlo e a sfruttarne appieno le sue enormi potenzialità, infatti, è un pizzico di creatività e tanta voglia di divertirsi".
Quale sarà il suo passo successivo?
"Il mio sogno è quello di riuscire a diffondere iil più possibile l’innovativo Metodo di Apprendimento nella speranza che esso possa contribuire a riavvicinare tutti i ragazzi appassionati di sport, in generale, e di calcio, in particolare, al mondo della scuola e aiutarli nell’apprendimento delle materie oggetto di insegnamento. In onore alla mia filosofia ispiratrice spero con tutto il cuore di aver centrato l’obiettivo".

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