La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

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martedì 31 gennaio 2012

A Ravenna la pittura che piaceva a Giovanni Testori

A Ravenna la pittura che piaceva a Giovanni Testori

di Melisa Garzonio
Critico, storico, scrittore, drammaturgo, giornalista. Uno smisurato talento poliedrico, ma con una marcia in più. Giovanni Testori (1923-1993) è stato un uomo di cultura molto ‘sui generis’, sempre in corsa, ma non su levigate autostrade, lo affascinavano i percorsi impervi, le strade mai battute, lontane dalle vie ‘maestre’ dell’ufficialità.

La lontananza di Testori dalla bella e rassicurante cultura di facciata si coglie soprattutto nelle sue scelte di collezionista. Una mostra al Museo d’arte della città di Ravenna rende conto degli acquisti più eccentrici di Testori, che aveva predilezioni per la pittura di realtà, la più scabrosa, resa con epidermica intensità.

Che amava appassionatemente le Maddalene in estasi e i decollamenti di Francesco Cairo, le crocifissioni di Gaudenzio Ferrari e le figure in preghiera di Tanzio di Varallo, i corpi anoressici di Giacometti e i disfacimenti corporei di Francis Bacon.

Il percorso della mostra è diviso in diverse sezioni dedicate ai vari periodi della storia dell’arte studiati dal critico milanese. Si comincia con gli scritti su Manzù, Matisse, Morlotti, ci sono i francesi Courbet e Géricault, i pittori lombardi della realtà del ‘500 e del ‘600, da Foppa,  Savoldo, Romanino, a Moroni, Fra Galgario, il Ceruti.

Figurano i manieristi e Caravaggio, l’amour-passion dichiarato. Più tardi si appassionò dei Nuovi Selvaggi tedeschi e dei nuovi Ordinatori, in Italia adorava la pittura forte di Vacchi, Sironi e Guttuso (nella foto Passeggiata in giardino a Vailate) e i quadri visionari di Cucchi e Paladino.

“Miseria e splendore della carne. Caravaggio, Courbet, Giacometti, Bacon. Testori e la grande pittura europea ”, Museo d’Arte della città, Ravenna, dal 12 febbraio al 17 giugno. www.museocitta.ra.it

Ci sono anche queste…

Italian Beauty: works by Giulio Paolini, Domenico Bianchi and Gio Ponti
Galleria leader nel contemporaneo in Italia dal 1992, Ronchini apre un nuovo spazio a Londra, nel quartiere di Mayfair. Vernissage con “Italian Beauty: lavori di Giulio Paolini, Domenico Bianchi e Gio Ponti”, una mostra che anticipa il progetto della galleria: esportare in Nord Europa le eccellenze delle nostre avanguardie del 20esimo e 21esimo secolo.
Dove: Ronchini Gallery, Londra.
Quando: dal 17 febbraio al 5 aprile
Info: www.ronchinigallery.com
Opera cult: il colpo d’occhio su tre artisti diversi ma anche molto simili per originalità, rigore e sensibilità decorativa

“John Latham. Lee Ufan”
Due artisti considerati maestri di rigore concettuale e teorico. Latham (Zambia, 1921-2006) parte da presupposti di fisica quantistica per riflettere, attraverso assemblaggi, filmati e performance, su tematiche umane. Ufan (Corea, 1936), pittore e scultore, si concentra invece nell’ “arte dell’incontro” tra idee e materiali non lavorati
Dove: Lisson Gallery, Milano
Quando: dal 10 febbraio al 16 marzo
Info: tel. 02 89050608
Opera cult: due sculture in pietra e lastre di ferro di Lee Ufan esposte nel giardino esterno della galleria. Esprimono il concetto di “Yohaku”, o spazio di risonanza

“Costanza Algranti”
Le piace il recupero, il salvataggio in extremis di mobili, oggetti e cose varie maltrattate dal tempo e dall’uso. Un campionario di oggetti recuperati a nuova dignità da Costanza Algranti, artista, architetto e designer, sono in mostra in contemporanea in due spazi milanesi.
Dove: galleria Antonia Jannone e Laboratorio Costanza Algranti
Quando: dal 14 febbraio al 24 marzo (Jannone) e al 10 aprile (Algranti)
Info: www.antoniajannone.it; www.costanzaalgranti.it
Opera cult: impedibile la visita al laboratorio dell’artista livornese, un’autentica fucina di materiali spiaggiati

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