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martedì 31 gennaio 2012

No ai tagli alla cultura e allo spettacolo in Sardegna: quale fabbrica della creatività nel nuovo anno?

No ai tagli alla cultura e allo spettacolo in Sardegna: quale fabbrica della creatività nel nuovo anno?

Obiettivo firme : 109 / 50000

 
Per una serie di scelte scellerate fatte da questa Giunta regionale, il 2012 rischia di essere l’anno della desertificazione della produzione artistica e culturale in Sardegna.
Nel 2011 abbiamo avuto:
- accesso negato e perdita di buona parte dei fondi POR per il settore,
- disegno di legge di modifica alla Legge 18 sullo spettacolo (in vigore dal 2006 ed ancora non applicata) presentato dalla Giunta senza rispetto delle indicazioni date dagli operatori,
- gravi e insostenibili ritardi nelle istruttorie e nelle verifiche per l’accesso e l’utilizzo dei contributi,
- esasperazione della burocratizzazione e discrezionalità nell’applicazione delle regole da parte dell’apparato politico ed amministrativo dell’Assessorato alla Cultura,
- accesso negato ai dati elaborati dall’Osservatorio regionale sullo spettacolo.

Tutto questo nonostante il 4 maggio 2011 il Consiglio regionale avesse votato, all’unanimità, un ordine del giorno che impegnava la Giunta ad atti ed azioni concrete di sostegno ed indirizzo.
Il 2011, vero annus horribilis, si è chiuso peraltro da un lato all’insegna dello spreco (vedi i fondi del Presidente che “offre” ai cagliaritani, per Natale, 4 repliche di uno spettacolo per la modica cifra di 150.000 euro) e, dall’altro, con la proposta di Finanziaria attualmente in discussione che prevede per il 2012 tagli di oltre il 60%alla Cultura e allo Spettacolo (-40% alle Scuole civiche di musica, -50% al Teatro Lirico di Cagliari, -62% allo Spettacolo dal vivo, -60% alla Produzione cinematografica e decurtazioni anche ai fondi di Biblioteche, Archivi, Musei, etc.).

NOI CITTADINI SOTTOSCRITTI
DICIAMO NO a questi tagli, espressione di una politica che pensa non in termini di investimenti per la cultura, ma di pura e semplice spesa improduttiva che si può tagliare pesantemente ed in modo indiscriminato; questi tagli sono totalmente inutili dal punto di vista economico visto che le risorse complessive che la Regione mette a disposizione per il comparto sono pari ad appena allo 0,16% del bilancio totale: undici milioni di euro per un settore che occupa oltre 3000 persone.
SIAMO CERTI CHE I SOLDI SI POSSANO TROVARE eliminando gli sprechi e riducendo fortemente i costi della politica; solo la riduzione dei consiglieri regionali da 80 a 40, permetterebbe di destinare ben 10 milioni di euro l’anno ad investimenti maggiormente produttivi.
CONTESTIAMO la scelta del degrado della cultura operato disattivandone le funzioni e il suo significato profondo con investimenti e tagli che premiano star system, modelli televisivi e grandi eventi; tutto questo ha portato ad orientare la programmazione artistica a favore di logiche di semplice intrattenimento, mortificando il ruolo esercitato da migliaia di teatranti, musicisti, danzatori ed artisti nel contribuire alla formazione ed alla crescita civile e democratica.
RICONFERMIAMO la nostra scelta che non è quella di incrementare il pubblico dei consumatori passivi, assuefatti; ma quella di partecipare a spettacoli che stimolino, incentivino lo sviluppo del pensiero critico, dell’autonomia creativa, di innovazione delle estetiche di comunicazione che riconducono alla centralità della dignità della persona che producano un’incontenibile mobilitazione per il miglioramento della qualità della vita, verso la sfida della conoscenza e lo sviluppo della consapevolezza di ciascuno.
CHIEDIAMO, con forza, a chi è preposto a questa funzione, una nuova politica per la Cultura in Sardegna. Una politica che riconosca alla stessa, al teatro, alla musica, alla danza, il ruolo e il valore di bene comune aumentando gli investimenti e non operando tagli.

firma la petizione

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