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giovedì 19 gennaio 2012

"Il sognatore": Pelecanos e la redenzione di una vita segnata da paura e razzismo

Georges Pelecanos Georges Pelecanos 

"Il sognatore": Pelecanos e la redenzione di una vita segnata da paura e razzismo

di Andrea Curreli
Georges Pelecanos è un giornalista, romanziere di successo e autore televisivo del crime drama The Wire, ma soprattutto è uno degli autori preferiti del presidente Barack Obama. Il Sognatore (Edizioni Piemme collana Linea Rossa, 2011) nel 2009 ha vinto l’Hammett Prize, il prestigioso premio assegnato ai migliori thriller dalla International Association of Crime Writers. Le presentazioni possono terminare qui e lasciare spazio a una storia cruda rigorosamente divisa su due piani temporali: un tragico prologo ambientato agli inizi degli anni Settanta davanti al modesto ristorante greco "Pappas e figli Caffè" di Washington e i suoi drammatici residui a più di quarant’anni di distanza.
Paura, rabbia e razzismo - Peter "Pete" Whitten, William "Billy" Cachoris e Alexander "Alex" Pappas sono tre ragazzini bianchi con in testa la stupidità tipica dei sedici anni. Pete è il più furbo, Billy il più impulsivo ed Alex il più influenzabile. La noia di una giornata qualunque può essere sconfitta solo con una bravata all'apparenza innocente e così i tre a bordo di una Ford Torino decidono di varcare i confini immaginari del loro quartiere e fare un giro a Heathrow Heights che loro come tutti i loro amici e conoscenti chiamano comunemente "Negro Heights". Un ghetto abitato da un sottoproletariato afroamericano diviso tra lavori umili e disoccupazione dove l’unico bianco residente è un italiano che gestisce un emporio. Due quartiere che non comunicano, uno spaccato dell'America del 1972. “Negro Heights” è temuto dai ragazzini bianchi e dai loro genitori e spesso la paura si trasforma in odio e nella voglia di dimostrare agli altri un coraggio che non si ha. "Anche se hai una fifa terribile, te la tieni e stai zitto, per non fare la figura dello sfigato” scrive Pelecanos per descrivere lo stato d'animo dei tre bianchi.
La tragedia si consuma con la morte di Billy - Fuori dal loro territorio e senza conoscere le vie di fuga, la bravata di si trasforma in tragedia. Le loro vite si incrociano con quello di atri tre ragazzini neri: i fratelli Raymond e James Monroe e Charles Baker. Ray, James e Charles il razzismo lo subiscono e per questo reagiscono con un sentimento uguale e contrario. A Heathrow Heights i bianchi non sono i benvenuti. Quando i due gruppi si incontrano, dopo una provocazione da parte dei bianchi, si consuma la tragedia. I neri sono armati e a volte "basta il tocco di una pistola per dare forza e virilità a un ragazzo". I bianchi non conoscono il campo di battaglia nel quale si sono addentrati e quando scoppia la rissa i loro destini si dividono irrimediabilmente. Pete scappa a gambe levate, Billy viene colpito mortalmente da un proiettile ed Alex viene sfigurato al volto da Charles Baker.
Altro sangue sull'altare della redenzione - Passati quarant'anni la lite che ha segnato inevitabilmente la vita di tutti i giovani protagonisti ha ormai contorni sfumati. I passata alle cronache come "l'incidente del settantadue". Le strade di Alex e Raymond si incrociano nuovamente perché quei ragazzini divenuti uomini sono rimasti invischiati in una tragedia americana chiamata guerra. Alex ha perso il figlio più piccolo in Iraq, Raymond ha il suo impegnato sul fronte afghano e lavora in un centro di riabilitazione per soldati. Ray vuole il perdono quello che tutti chiamano semplicemente "l'incidente del settantadue", ma questo comporta il ritorno sulla scena anche di tutti gli altri protagonisti. Charles Baker e James Monroe sono stati segnati dal carcere, Pete ha fatto carriera ed è ricco e potente. Altro sangue dovrà scorrere ma la strada della redenzione del gruppo è tracciata perché pur sempre "chiunque può salire sulla macchina sbagliata".    

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