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venerdì 30 marzo 2012

Benvenuti a "Hicksville" la piccola patria dove si venera il fumetto


Benvenuti a "Hicksville" la piccola patria dove si venera il fumetto

di Andrea Curreli
Immaginiamo un piccolo mondo abitato da una allegra e coesa comunità di amanti del fumetto dove i comic sono venerati, collezionati e custoditi gelosamente in misteriosa biblioteca costruita all’interno di un faro. Immaginiamo poi un grande spazio dove tutto è merce da scambiare e vendere, dove anche il bello può e deve essere corrotto in nome del cosiddetto "dio denaro". Ora consegniamo la penna al fumettista Daylan Horrocks e chiediamogli di dare un nome al piccolo mondo e al grande mercato. Risultato? Una graphic novel intitolata Hicksville, dal nome della cittadina neozelandese che adora i fumetti. Per dovere di cronaca, il mercato dove le tavole si pagano 30 dollari lordi, è quello dell'editoria a stelle e strisce.
Leonard Batts alla scoperta di Hicksville - Dylan Horrocks ha aggiunto una "introduzione"  di 12 pagine per raccontare che, in fondo, il suo capolavoro a fumetti andava bene così come era stato realizzato nel 1998. Ma tutti gli amanti di questo fantasioso, ma non troppo, romanzo in immagini sul mondo del fumetto non possono non gioire davanti alla sua ristampa da parte della Black Velvet per la traduzione di Omar Martini. Per chi non conoscesse questo comic, Hicksville è una tranquilla realtà della Nuova Zelanda terra d’origine dell’autore del fumetto. Ma a turbare l'armoniosa vita del paese arriva l'americano Leonard Batts. Questo "giornalista e critico per la rivista Comics World" ha deciso di volare dall’altra parte del mondo per scrivere un articolo su un maestro assoluto del fumetto come Dick Burgher, nato in questa piccola "patria delle strisce e degli albi".
Mai nominare il nome di Dick Burgher - La missione del giornalista si rivela subito più complicata del previsto ogni volta che nomina il nome di Burgher, provoca reazioni inconsunte e sempre negative da parte degli abitanti del posto. Gli unici che sembrano disposti ad aiutare Batts sono la signorina Hicks e Sam, disegnatore e amico d'infanzia di Burgher. La signorina Hicks è la proprietaria della "libreria e biblioteca circolante di Hicksville" dove sono conservati fumetti rarissimi e dal valore inestimabile. Ma "noi non facciamo caso a queste cose" precisa Mrs Hicks. Nonostante sia poco sensibile al valore economico dei mini comic, la popolazione è decisa a salvaguardare il segreto di una misteriosa biblioteca nascosta in un faro dove sono conservate le opere di insospettabili fumettisti (tra questi spiccano i nomi di Picasso ed Hemigway).
Il mondo dei fumetti secondo Horrocks - A questo strano mondo dove gli abitanti si dilettano a mascherarsi come improbabili supereroi, Horrocks contrappone la volgarità e l'avidità dell'industrai dell'intrattenimento globalizzato incarnate ovviamente dalla figura di Burgher. "Chiacchieri con i buttafuori mentre c'è una stanza piena di editori e ragazze da abbordare?" domanda l'arrogante star del fumetto che viene da Hicksville. In questa miscela di storie e personaggi che si susseguono in una sorta di matrioska, l'autore neozelandese spiega la sua concezione di fumetto: quello che dovrebbe essere e quello spesso non è. Paradossalmente proprio gli Stati Uniti gli hanno reso omaggio nel 2002 con il premio come miglior fumetto. Ma Horrocks, eterno bambinone cresciuto sognando i viaggi immaginari di Tin Tin, vive il successo a modo suo. "Hicksville è una storia 'di' fumetti che racchiude la loro storia e la loro poesia - spiega Horrocks -. Ma è anche un romanzo su ciò che i neozelandesi chiamano 'Turangawaewae' ovvero l'avere un posto dove stare nel mondo una sorta di patria spirituale. Hicksville è il mio".

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