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mercoledì 4 aprile 2012

Gita al lago più blu d'Italia, con le foto del mitico Studio Lotze

Gita al lago più blu d'Italia, con le foto del mitico Studio Lotze

di Melisa Garzonio
Erano fotografi con una marcia in più. Sapevano interpretare i passaggi della luce, dare un senso alle ombre, inventare con ineguagliabile abilità compositiva le infinite sfumature che lo scorrere delle ore e il cambio delle stagioni producevano sulle montagne e la superficie del lago. Il Garda,

il mitico Grande Lago Blu, come decisero di chiamarlo i viaggiatori del Continente sulla rotta del grand tour in Italia, dopo aver visto le fotografie dei Lotze. Sono immagini potenti e molto suggestive che aiutano a comprendere il selvatico genius loci del paesaggio montano-lacustre.

Più di cento stampe vintage, di cui un buon numero inedite, saranno in mostra al Museo Alto Garda (Mag) di Riva del Garda, dal prossimo 23 marzo. Nella seconda metà dell’Ottocento i Lotze erano considerati tra i più valenti maestri della fotografia d’autore. Originari di Monaco di Baviera, Moritz, e i due figli Emil e Richard, erano scesi a Verona e sulle rive del Garda con in tasca una scoperta rivoluzionaria, la tecnica fotografica delle lastre al collodio. Le foto venivano ottenute grazie all’uso di negativi stampati su lastra all’albumina o al carbone, con risultati eccezionali.

Le immagini possedevano una nitidezza mai vista, che le rendeva inattaccabili dal tempo e dai capricci dello sguardo. Tante le foto che i Lotze hanno dedicato al loro lago di adozione e alle montagne del Sudtirolo. Sono datate intorno al 1860, quando sul Garda svettava ancora la bandiera austriaca, e al 1880, quando solo la parte trentina del lago era ancora irredenta, e i fotografi non avevano ancora invaso le montagne con le loro macchine (vedi foto).

“Viaggio al Lago di Garda”. Mag di Riva del Garda (Trento), dal 23 marzo al 10 giugno
www.comune.rivadelgarda.tn.it/museo



Ci sono anche queste…


La dinastia Brueghel
Si parte da Bosch e da un suo celebre capolavoro, per raccontare le vicende e la gloria degli olandesi Brueghel, la più importante famiglia di artisti del XVII secolo. Un centinaio di opere tra dipinti (70) e disegni (39), provenienti dai più grandi musei del mondo, gara di generazioni, con la “Resurrezione” di P. B. il Vecchio e “L’adulatore” di P. B. il Giovane. 
Dove: Villa Olmo, Como
Quando: dal 24 marzo al 29 luglio
Info: www.grandimostrecomo.it
Opera cult: il capolavoro intorno a cui ruota la mostra, “I sette peccati capitali” di Hieronymus Bosch, per la prima volta in Italia

“Walter De Maria: The 5-7-9 Series”
Tra i massimi rappresentanti della Minimal e Land Art, opera capitale lo spettacolare “Lightning Field” (1977), 400 aste d’acciaio radicate nel suolo come parafulmini, esposto in permanenza in New Mexico. Dell’artista californiano (1935) si presenta un lavoro storico del 1992.
Dove: Gagosian Gallery, Roma
Quando: dal 22 marzo al 29 maggio
Info: tel. 06 42086498
Opera cult: l’insieme e non le sue parti: ognuno dei 27 elementi scultorei contribuisce, in progressione numerica, alla visione globale

“Afro. Il periodo americano”
La mostra, curata da Gabriella Belli e Margherita de Pilati, racconta, attraverso 39 opere, gli anni d’oro della produzione del pittore Afro Basaldella (Udine 1912, Zurigo 1976), quelli tra il 1948 e il 1968, coincidenti con il soggiorno negli Stati Uniti e la felice collaborazione con le gallerie e i musei americani.
Dove: Mart di Rovereto
Quando: dal 17 marzo all’8 luglio
Info: www.mart.trento.it
Opera cult: “Composizione astratta” del 1952, proveniente dallo Smith College Museum of Art di Northampton, mai uscita da questa sede prima d’ora

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