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giovedì 1 marzo 2012

Cinema romeno e cinema dell'emigrazione all'Asuni Film Festival. Proiezioni, incontri e altri appuntamenti da domani ad Asuni (OR). E in mattinata a Oristano un laboratorio didattico di cittadinanza e interazione tra le culture per gli studenti delle scuole superiori







Cinema romeno e cinema dell'emigrazione all'Asuni Film Festival.
Proiezioni, incontri e altri appuntamenti da domani ad Asuni (OR).
E in mattinata a Oristano un laboratorio didattico
di cittadinanza e interazione tra le culture
per gli studenti delle scuole superiori.
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L'Asuni Film Festival entra nel vivo della sua settima edizione: dopo lanteprima odierna (giovedì 1 marzo) a Sassari, da domani (venerdì 2) la manifestazione si trasferisce nella sua Asuni (OR), il piccolo paese nell'Alta Marmilla, in provincia di Oristano, dove ha sede l'associazione culturale Su Disterru, ideatrice e organizzatrice di questo festival nato per dare spazio al "cinema nelle terre di confine".

Dopo Scandinavia, Cuba, Kurdistan, ex Jugoslavia, Africa e Argentina, al centro delle precedenti edizioni, la rassegna va a scoprire questanno la "nuova onda" del cinema romeno, una realtà emergente in Europa, sorprendente per qualità e quantità di titoli ma poco conosciuta dal vasto pubblico. Alla recente produzione filmica di Bucarest è dedicato un ricco programma di proiezioni, incontri, laboratori e altri appuntamenti - tutti gratuiti - che dopo due giornate ad Asuni (venerdì e sabato), si concluderà domenica (4 marzo) a Sedilo e a Oristano. Un cartellone, messo a punto dai direttori artistici Carlos Cardini e Bepi Vigna, che mette a fuoco le opere di registi come Cristian Mungiu e Radu Mihăileanu (e di un nutrito gruppo di altri registi emergenti) e ospita le testimonianze di ospiti come gli attori Vlad Ivanov, Dorotheea Petre, Maria Popistasu e lo sceneggiatore Alex Baciu.

Il festival si inaugura domani (venerdì 2) alle 15,30 nella Sala Comunale di Asuni, spazio che sarà il centro nevralgico degli appuntamenti ospitati nel paese. Ad aprire il cartellone di proiezioni è "4 mesi, 3 settimane, 2 giorni", il film scritto e diretto da Cristian Mungiu capace di conquistare, nel 2007, la Palma d'Oro al Festival di Cannes. Attraverso le vicende di una giovane studentessa che, con laiuto di unamica, decide di metter fine ad una gravidanza con tutti i tormenti etici e le difficoltà pratiche conseguenti alla sua scelta, la storia rievoca il clima plumbeo degli anni che precedettero la caduta di Ceausescu e del suo regime.
Ben più lieve nelle atmosfere, ma altrettanto celebrato, è "Il concerto", di Radu Mihăileanu, in programma alle 17,30. Il regista, forse il cineasta romeno più noto a livello internazionale, rispolvera la stessa ironia di un suo precedente capolavoro, il geniale "Train de vie", film del 1999 dedicato alle deportazioni naziste nei campi di sterminio, rivisitate in chiave di paradossale commedia. Ne "Il concerto" leggerezza e umorismo servono a raccontare la rivincita di un maestro d'orchestra del Bolshoi di Mosca, cacciato nell'epoca Breznev perché rifiuta di licenziare i musicisti ebrei dalla sua formazione. Venticinque anni dopo, rimasto in quello stesso teatro come custode, l'uomo intercetta un invito per esibirsi al prestigioso Châtelet di Parigi e, falsificando i documenti, riunisce i vecchi musicisti della sua orchestra, spacciandosi per direttore in carica.

Alle 19,30 il festival apre la prima finestra sul cinema dell'emigrazione , altro tema caro all'associazione Su Disterru, con la proiezione di due cortometraggi: "Benvenuti in Italia", cinque brevi episodi girati da altrettanti giovani immigrati nel nostro paese, e "Destinu, Argentina", diretto da Juan Merello Coga e interpretato da figli e nipoti di emigranti sardi in Argentina (come lo stesso regista). Spazio poi ad "Atteros", un documentario del sardo Bepi Vigna, breve viaggio tra gli immigrati extracomunitari in Italia, e in particolare in Sardegna, ciascuno portatore di una propria storia fatta di rinunce, sofferenze, sacrifici.

Con "La ragazza della Transilvania", cortometraggio firmato da Sabin Dorohoi, la rassegna punta ancora i riflettori sul cinema della Romania che in serata, a partire dalle 21, torna a tenere banco con la proiezione di "Racconti dell'età dell'oro", opera realizzata nel 2009 da Cristian Mungiu e da alcuni tra i registi più interessanti del cinema romeno contemporaneo, che in questo vivace e colorito film a episodiin lizza ai festival di Cannes, Toronto, Londra e Rotterdamhanno raccontato la loro nazione utilizzando lespediente narrativo delle "leggende metropolitane".

A suggello della prima giornata del festival l'incontro con Vlad Ivanov, uno degli attori più noti del cinema romeno, che non a caso figura tra gli interpreti dei tre film proposti lungo larco della giornata.

Sempre domani (venerdì 2), collegato al cartellone cinematografico, il festival ospita in mattinata a Oristano il primo dei due laboratori didattici (il successivo è sabato mattina a Cabras) intitolati "Unaltra Romania. Percorsi didattici di cittadinanza e d'interazione tra le culture". Promossa dallOSVIC (Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano) e tenuta dalle esperte Paola Galdano e Katia Luciani, liniziativa si propone di avvicinare attraverso il cinema gli studenti delle scuole superiori oristanesi al paese danubiano. In programma - a partire dalle 9 nella Sala Conferenze dellHospitalis Sancti Antoni - sedute di lavoro con i ragazzi e la visione del film "Racconti delletà delloro".

Ogni appuntamento dell'Asuni Film Festival è ad ingresso gratuito ed è dedicato a Rossella Urru, la giovane cooperante nata nella poco distante Samugheo, rapita in Algeria insieme a due colleghi spagnoli e nelle mani dei suoi sequestratori ormai da più di quattro mesi.





Atteros - Locandina (s).jpgAtteros - Locandina (s)
Benvenuti in Italia (s).jpgBenvenuti in Italia (s)  
4 mesi, 3 settimane, 2 giorni - locandina originale (2).jpg4 mesi, 3 settimane, 2 giorni - locandina originale (2)
Destinu Argentina (3).jpgDestinu Argentina (3)



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