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martedì 3 aprile 2012

Sarnari: l'artista che cancella e riscrive i grandi maestri. Al Castel Sismondo di Rimini

Sarnari: l'artista che cancella e riscrive i grandi maestri. Al Castel Sismondo di Rimini

di Melisa Garzonio
La prima volta fu per amore. Franco Sarnari non poté resistere davanti al capolavoro di Piero della Francesca, la Flagellazione di Cristo, conosciuto ventenne a Urbino. Troppo forte la tentazione di cancellare le tracce del genio per riappropriarsene con una sorta di d’après metabolizzato dalla sua sensibilità. Poi l’amore si fece ossessione, una breve parentesi dedicata alla tematica del colore/non colore, il nero, e alla visione del mare, raccontato in immagini potenti, e negli anni Novanta la tecnica si perfeziona prendendo addirittura il nome di ‘cancellatura’. Per il pittore autodidatta che aveva fatto il Sessantotto e studiato Freud e Foucault, i soggetti cominciano a spaziare da Botticelli a Leonardo, agli antichi affreschi della Chiesa di Santa Maria di Ispica, in Sicilia, la terra natale di Sarnari.

Poi le mostre, nel 1994, ben ottanta ‘Cancellazioni’ furono esposte in una mostra a Palazzo Sarcinelli di Conegliano, curatore Marco Goldin, che quest’anno compie i primi quindici anni di attività con la sua azienda Linea d’Ombra. La visione dei capolavori dai maggiori musei del mondo esposti nella mostra “Da Vermeer a Kandinsky” ha suggerito all’artista e al curatore di riunire intenti e ispirazioni guardando alle opere eccezionali tutt’ora in mostra. Una gestione di pochi mesi, e Sarnari ha portato a Rimini, accanto a personali rielaborazioni del passato, anche un nucleo di pezzi realizzati site specific, come per esempio, “Il Seminatore” di Millet (vedi foto). La rarefazione si è fatta, negli anni, più intensa, più vuota, come purificata.

“Sarnari. Cancellazioni”. Rimini, Castel Sismondo, dal 31 marzo al 3 giugno

www.lineadombra.it

Ci sono anche queste…

Helmut Newton
Sulfurea, a volte choccante, l’opera di Newton (1920-2004) va ben oltre la fotografia, inscrivendosi in una prospettiva artistica a 360 gradi. Ogni scatto  documenta lo sforzo di restituire la bellezza, l’erotismo, l’humour, non disgiunti dalla violenza brutale che la sua sensibilità di privilegiato osservatore gli permetteva di intercettare nell’empireo del lusso modaiolo. 
Dove: Parigi, Grand Palais
Quando: dal 24 marzo al 17 giugno
Info: www.rmngp.fr
Opera cult: oltre alle cento fotografie del maestro, c’è un film realizzato dalla moglie di Newton, intitolato “Helmut by June”

“Omar Galliani – Omar, Roma, Amor”
Una mostra che è un personale omaggio dell’artista emiliano alla metropoli più amata: Roma. La dedica ha il suo fulcro in un disegno, raffigurante una donna di spalle che contempla l’Urbe, dalle proporzioni esagerate: 315 cm. per 400 cm., realizzato a matita su tavola di pioppo. 
Dove: Roma, museo Carlo Bilotti
Quando: fino al 6 maggio
Info: http://www.museocarlobilotti.it
Opera cult: Non soltanto la grande tavola, ma anche i 25 disegni preparatori del ciclopico lavoro e una scelta di disegni del ciclo “Notturno”

“Prelibate cromie. Una storia di amicizia e passione. Fotografie di Ezio Prandini”
Le creazioni di Cristian Mometti, gourmet nonché re della vasocottura, una metodo per la cottura dei cibi che si rifà all’antica tradizione culinaria dei Balcani. Le invenzioni di Mometti, realizzate su cucine dell’azienda trevigiana Euromobil, sono fissate in 22 immagini dal fotografo Ezio Prandini. 
Dove: Milano, Galleria Pavesi Fine Arts
Quando: dal 12 al 28 aprile
Info: tel. 02/87398953
Opera cult: si può scegliere tra i vari piatti che, con effetto trompe-l’oeil, sembrano quasi restituire i sapori, i profumi e la consistenza dei cibi

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