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venerdì 11 maggio 2012

Davide Mosca sceglie il thriller per svelare le misteriose origini di Roma

Davide Mosca e la copertina del suo libro Davide Mosca e la copertina del suo libro 

Davide Mosca sceglie il thriller per svelare le misteriose origini di Roma

"Sogniamo la fuga: non la fuga del disertore, ma quella del prigioniero". Il segreto del successo registrato dal romanzo storico negli ultimi anni è racchiuso in questa breve e altisonante affermazione di Davide Mosca che con il suo nuovo libro Il profanatore di biblioteche proibite (Newton Compton Editori 2012) sta scalando le classifiche italiane. Mito e thriller si mescolano e confondono nelle parole del giovane autore per coinvolgere il lettore in una avvincente avventura alla scoperta delle radici di Roma. Il protagonista del libro si chiama Lazzari, uno tra i massimi esperti delle origini della capitale, che ha abbandonato le sue ricerche per rifugiarsi in una tranquilla enoteca. "Scoprire il mistero di Roma non doveva essere il suo destino. Gestire un negozio però era tutta un'altra cosa, e lui sentiva di potercela fare", scrive Mosca descrivendo il suo personaggio principale. Ma la nuova vita di Lazzari viene sconvolta dall'ingresso nel suo negozio di un oscuro e misterioso personaggio che si fa chiamare semplicemente Colonnello ed è al servizio di una società segreta. Attraverso espliciti ricatti l'uomo costringe il professore Lazzari a cercare di svelare l’autentico nome della Città eterna. Roma infatti "non si chiama Roma e tutte le fonti antiche sono concordi nel ritenere che la città avesse un nome segreto, il vero nome, che non poteva essere né pronunciato né tanto meno rivelato. Un nome che nessuno ha mai osato mettere per iscritto". Lazzari sarà accompagnato attraverso l'Italia in questa sorta di caccia al tesoro disseminata di morti da una ragazza chiamata Artemisia.
Mosca, come nasce l’idea di mescolare il mito della fondazione di Roma con il thriller?
"L'idea mi è venuta ai tempi dell'università, mi pareva incredibile che nessuno ci avesse pensato prima: nei misteri che riguardano Roma e la sua fondazione c'è materia per scrivere non uno ma dieci romanzi. Basti pensare che di Roma, forse la città più famosa di tutti i tempi, nessuno conosce il vero nome. Come si chiamava? Chi la fondò? Perché nel periodo della Pasqua? Si tratta di autentici interrogativi storici e archeologici, nessuna invenzione".
Gran parte del romanzo ruota intorno al mistero del nome della capitale, un mito o una finzione letteraria?
"Il nome segreto di Roma è un fatto storico, testimoniato da tutte le fonti antiche. Il vero nome fu mantenuto segreto, pena la morte, per motivi religiosi, politici e magici, perchè per gli antichi conoscere il nome di una persona o di un ente significa dominarlo, acquisirne gli eventuali poteri. In Egitto, per esempio, Iside divenne la regina delle dee perchè scoprì il vero nome di Amon Ra".
Sette segrete, misteriosi committenti e la tradizionale caccia al tesoro. A quali testi si è ispirato per costruire il thriller?
"Per la parte storica i più recenti studi archeologici sulla fondazione di Roma e ovviamente le fonti antiche. Per quella letteraria invece i miei autori preferiti. Non voglio fare nomi ma  amo particolamente quegli autori allergici agli schemi e alle regole ferree".
Quanto di Davide Mosca c’è in Lazzari, il personaggio principale del suo libro?
"Non molto a dir la verità, se non qualche difetto: l'impulsività e la paranoia su tutti".

Redazione Tiscali

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