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lunedì 7 maggio 2012

LIBRI: SPADOLINI. ESCE IL NUOVO VOLUME DEGLI «SCRITTI GIORNALISTICI». PUBBLICATO «IL TACCUINO DI ‘EPOCA’ 1972-1976»


LIBRI: SPADOLINI. ESCE
IL NUOVO VOLUME DEGLI
«SCRITTI GIORNALISTICI».
PUBBLICATO «IL TACCUINO
DI ‘EPOCA’ 1972-1976»


Firenze, 6 maggio 2012. Esce il sesto volume (sedicesimo tomo) degli «Scritti giornalistici di Giovanni Spadolini», pubblicato con il patrocinio del Consiglio dell'Ordine nazionale dei giornalisti e della Toscana. Il libro, intitolato «Il Taccuino di Epoca. 1972-1976» (pp. 520, euro 45) e curato dallo storico Paolo Bagnoli, fa parte del progetto inaugurato nel 2004 dall'editrice Polistampa in collaborazione con la Fondazione Spadolini che prevede la pubblicazione di tutti gli oltre 4mila articoli dello statista apparsi sui maggiori quotidiani, settimanali e quindicinali italiani e non raccolti in volume, dal primo, su «Il Messaggero» del 4 gennaio 1948, all'ultimo, uscito postumo su «La Stampa» il 3 settembre 1994. Il rapporto di Giovanni Spadolini con «Epoca» è di lunga data e inizia con la vita stessa della rivista, nell'ottobre del 1950. Divenuto nel 1955 direttore del «Resto del Carlino», il professore fiorentino continuerà a collaborare e a scrivere sul settimanale, tenendo dal 1972 fino al 1976 la rubrica «Il taccuino di Giovanni Spadolini». Tra la prima e la seconda stagione della sua collaborazione, la presenza di Spadolini nella vita italiana matura un percorso che lo vede, dopo il lungo periodo di guida del quotidiano bolognese, direttore del «Corriere della Sera» (1968-1972) e, una volta lasciata via Solferino, eletto in Senato come indipendente nelle liste del Pri, dietro invito di Ugo La Malfa.


Nei pezzi del suo «Taccuino» e in altre testimonianze della sua collaborazione al settimanale raccolte in appendice nel volume, Spadolini fissa con occhio critico la vicenda complessiva di un Paese di cui avverte la complessità e le difficoltà. Anzi, di esse è talmente consapevole, e pure preoccupato, che gli articoli rifuggono sia dagli stereotipi narrativi così topici della pubblicistica italiana, sia dalla mera apparenza dei fatti o delle personalità di cui scrive. Giornalista nel Palazzo, egli mantiene il ruolo di «storico del presente» che lo caratterizza fin dagli esordi: raccontando, polemizzando, sollevando questioni e sfidando il lettore. «Dagli articoli», scrive lo storico Cosimo Ceccuti nell'introduzione al libro, «emerge chiara la sua visione di fondo, caratterizzata dalla fedeltà ai valori della grande tradizione risorgimentale e dall'importanza di una positiva collaborazione fra laici e cattolici». Scrive sempre Ceccuti: «Ritroviamo anche le passioni più proprie dello Spadolini uomo di cultura, che sa cogliere negli incontri con i grandi del tempo le atmosfere, i silenzi parlanti, le tensioni e le sensibilità, regalando veri e propri esempi di un giornalismo non urlato, sobrio ma allo stesso tempo denso e pungente. La riflessione politica espressa da Giovanni Spadolini su 'Epoca esprime perfettamente la sintesi di una personalità per la quale lo scrivere era un altro modo per onorare la politica e la cattedra, ovvero la vita civile dell'Italia». (Adnkronos)






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