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mercoledì 16 maggio 2012

Parole e storia: Camera ardente, Linciaggio

da babilonia61
Si sa, le parole hanno una propria vita, hanno una storia, un’evoluzione, nascono nei momenti più impensabili, a volte durano nel tempo, altre volte si perdono, altre volte ancora si trasformano. E molte di loro sono connesse a eventi storici.
Ivana Palomba ci parla della “Camera ardente”.
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Il titolo del fortunato libro di Bruno Migliorini è l’occasione per ricordarci che alcune parole sono strettamente legate a fatti storici. È il caso del sintagma “camera ardente” che origina alla corte di Francia nel 1547.
Già Francesco I (1494-1547), re di Francia dal 1515, si ritrovò a fronteggiare l’ondata dei calvinisti e luterani. Infatti, ben sei anni prima che cominciasse l’azione di Lutero, era iniziato in terra francese un movimento evangelistico ad opera dell’umanista Lefèvre d’Étaples (1450 ca.-1538 ca.) che sosteneva la necessità di leggere le Sacre Scritture, “fonte d’ogni vita”, e di “ricondurre la religione alla sua primitiva purezza”. Lo stesso Lefèvre aveva pubblicato una traduzione della Bibbia in francese quasi contemporanea alla traduzione tedesca di Lutero. La riforma luterana trovò dunque in Francia un terreno fertile dove le nuove dottrine si diffusero dapprima fra gli umili, fra gli operai, che ne adottarono con entusiasmo le idee generali, e ad essi si aggiunse a poco a poco un certo numero di preti.
Questi primi dissidenti non furono perseguitati, ed anzi fino al 1534, Francesco I, forse con la segreta speranza dell’appoggio dei luterani di Germania contro Carlo V, si mostrò assai favorevole ai riformati e a parecchie riprese impedì al Parlamento di agire contro gli eretici. Ma poi di fronte alle violenze permise la loro persecuzione ed in pochi mesi circa una quarantina furono condannati e bruciati vivi. Nel 1535 ebbe però un ripensamento e si avvicinò agli eretici promulgando anche un editto che ponesse fine alle persecuzioni per una conciliazione fra dottrine. Ripensamento che fu di breve durata e quindi si riaccesero le persecuzioni e le condanne.
Gli successe nel 1547 il figlio Enrico II (1519-1559) che fu decisamente intransigente con gli eretici ed infatti istituì nel Parlamento una sezione speciale, detta “Camera ardente”, ch’ebbe l’unico incarico di sbrigare i processi di eresia. Il tribunale si componeva di giudici delegati dal papa.
A capo di questo tribunale vi era Antoine De Mouchy (1494-1574) che si faceva chiamare Democharès, dottore di Sorbona. “Questo monaco si disimpegnò con tanto zelo nel suo alto offizio che corre fama che da lui sia derivato poscia il vocabolo francese mouchard” (1). Il termine, che significa informatore di polizia, spione, identificava le persone impiegate da De Mouchy per scoprire gli eretici. Il tribunale dell’inquisizione faceva i requisitorii, informava i processi, e la Camera ardente del parlamento giudicava per ultimo e infliggeva le pene, che per gli eretici e i riformati era quasi sempre il fuoco, da ciò il suo appellativo.
© Ivana Palomba

Seguiamo con i vocaboli e la loro storia, Ivana Palomba ci parla del “Linciaggio”
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Oggi parlando di linciaggio si fa riferimento soprattutto a quello morale o mediatico, ma nel passato si trattava di una giustizia sommaria che prevedeva l’uso di una robusta corda saponata stretta attorno al collo del presunto reo.
La tesi più accreditata fa risalire l’origine del termine a Charles Lynch (1736-1796) e alla guerra d’Indipendenza americana (1776-1783).
Charles Lynch era uomo molto in vista nella comunità di Bedford County in Virginia e durante la Rivoluzione, in veste di colonnello della milizia, iniziò ad adottare metodi approssimativi di giustizia con i sospetti lealisti.
Infatti il tribunale più vicino era a Williamsburg distante circa duecento miglia dalla contea di Bedford e tale lontananza non permetteva una giustizia rapida ed efficace, per cui fu posto rimedio dichiarando tribunale, per generale consenso, la casa del colonnello e lo stesso fu nominato giudice assistito da tre soci. In tale veste Charles Lynch fece imprigionare ed esiliare numerosi tories, inflisse pene quali la fustigazione, sequestro di beni e finanche l’arruolamento coatto.
Nel 1782 la giustizia sommaria praticata dalla corte illegale presieduta da Linch fu ratificata dalla legislazione della Virginia con l’entrata in vigore della Lynch’s Law, che concedeva al colonnello Linch e ai suoi soci la non perseguibilità penale e civile.
Da questo periodo il termine linciaggio si è diffuso in tutte le lingue, nel nostro lessico è entrato nel 1905.
©Ivana Palomba

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