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domenica 6 maggio 2012

ELEONORA VALTOLINA ''Se potessi avere 1000 euro al mese''. Viaggio nel mondo del lavoro sottopagato

ELEONORA VALTOLINA
''Se potessi avere
1000 euro al mese''.
Viaggio nel mondo
del lavoro sottopagato

di FRANCESCA CANINO


SE nel 1939 si auspicava uno stipendio di mille lire al mese, cifra immortalata in una nota canzone dell'epoca, a distanza di oltre settant'anni gli Italiani si accontenterebbero di mille euro al mese. E' quanto emerge dall'ultimo libro della giornalista Eleonora Voltolina, edito da Laterza, dal titolo ''Se potessi avere 1000 euro al mese'', una dettagliata inchiesta nell'Italia sottopagata di oggi.

Al centro i giovani, circa dodici milioni di età compresa tra i 19 e i 35 anni che, dopo aver terminato il loro percorso di studi, si scontrano con il difficile e chiuso mondo del lavoro. Spesso hanno alle spalle, oltre al diploma o alla laurea, anche master e corsi di specializzazione che non aprono, tuttavia, alcuna strada verso una sistemazione definitiva. L'unica soluzione per rendersi parzialmente indipendenti e gravare di meno sulla famiglia è rappresentata dall'accettazione di un lavoro mal retribuito e soprattutto a tempo determinato. Ma il peggio deve ancora venire, visto che non sono pochi i datori di lavoro che propongono impieghi in nero o che «rinnovano il contratto a progetto - dice Eleonora Voltolina - facendovi stare a casa solo un mese, quanto basta per non avere troppi diritti. Invece, se lavorate in un negozio come commesse, vi assumono come 'associate in partecipazione' anziché come dipendenti subordinate e così vi pagano meno. Inoltre, il periodo di formazione in tutte le professioni si sta dilatando a dismisura e aumentano i contratti 'di collaborazione autonoma', cocopro e partite iva che nascondono normale lavoro dipendente».

Nel nostro paese il problema investe tutte le categorie di lavoratori: i giovani non riescono a mantenersi con il proprio impiego e sono alla continua ricerca o della prima occupazione o di una migliore occupazione, tanto che cercare lavoro diventa quasi un'attività vera e propria. Eppure la Costituzione sancisce il diritto al lavoro e ad una retribuzione 'sufficiente ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa', invece accade che sono milioni le persone che lavorano gratis o sono sottopagate. Condizione questa che impedisce ai giovani di raggiungere il loro obiettivo primario, diventare cioè autonomi e, nella speranza di rendersi indipendenti dalle famiglie, essi troppo spesso prestano gratuitamente la loro opera o accettano compensi iniqui. Il dilagare del lavoro gratuito o sottopagato ha prodotto una classe di giovani facilmente ricattabili, poco tutelati e sfruttati, impossibilitati a lasciare la famiglia che funge sempre più da ammortizzatore sociale.

Precari a vita dunque? Le proposte per una inversione di rotta sono state prese in esame dall'autrice che, nei diversi capitoli del libro, analizza, confronta e compendia dati e testimonianze di quanti vivono esperienze lavorative frustranti. Senza voler esagerare, considerato che gli Italiani inseguono il sogno dei mille euro al mese, una serie di provvedimenti mirati appare sempre più urgente se i giovani vogliono evitare il 'furto del futuro'.


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