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martedì 26 giugno 2012

Doppio viaggio a Istanbul con De Amicis, Loti e Pamuk

Doppio viaggio a Istanbul
con De Amicis, Loti e Pamuk

L'ultimo libro di Adele Cambria propone l'enigma e i segreti della città delle cupole, un percorso lontano da quello del turismo di massa. La giornalista e scrittrice torna sul Bosforo dopo trent'anni, scortata dalle parole di tre "descrittori" d'eccellenza

di SILVANA MAZZOCCHI
 
Viaggiare, guardare le città con gli occhi degli scrittori che le hanno raccontate nel passato o ai giorni nostri è sempre un esercizio ricco di spunti e di sorprese. Se poi a servirsi dell'espediente letterario è una cronista scrittrice che già ha visitato lo stesso luogo interpretandolo con il suo sguardo, vale veramente la pena di approfittarne. Nel suo ultimo libro, Istanbul, il doppio viaggio, (in libreria per Donzelli) Adele Cambria,  giornalista eclettica e brillante di lungo corso, torna a Istanbul dopo quasi trent'anni e scopre una città segreta, enigmatica, lontana dalle suggestioni del turismo di massa e ne svela misteri vecchi e nuovi con l'aiuto dei libri di tre "descrittori" d'eccellenza: due autori dell'Ottocento: Edmondo de Amicis, (celebrato autore di Cuore, ma pressoché sconosciuto nella veste di cronista di viaggio), e il francese Pierre Loti che si innamorò talmente della Turchia da farne la sua seconda patria. E, infine, il premio Nobel, Orhan Pamuk.

E' in compagnia delle loro parole e dei loro appunti che Adele Cambria ripercorre strade e vicoli della città magica per eccellenza, rivisita "la signora dei tre mari" con le sue tante cupole e i suoi tanti scorci nascosti. Una Istanbul intima che è un piacere scoprire e che nessuna guida racconta con tanta originalità e perspicacia. Una percezione letteraria della città che aiuta il viaggiatore a cogliere l'essenza reale della città, le sue contraddizioni, la sua apparente
immutabilità, il suo essere eternamente antica e, insieme, ultramoderna. Così attuale da riassumere in sé i maggiori conflitti dell'èra moderna, crocevia di molte etnie, di opposte ideologie, di spinte che s'impongono fra tradizione e progresso. Il libro di Cambria è interessante e prezioso, sia per chi a Istanbul è già stato e voglia ricordarne il fascino sempre carico di suggestioni, sia per chi si prepara a tornarci, magari per compiere il proprio, personale "doppio viaggio".

Città delle cupole, delle moschee, dei mari... c'è una Istanbul segreta?
"Nel settembre del 1983, quando sono andata per la prima volta ad Istanbul, non sapevo quasi niente della Turchia. E nemmeno di Istanbul. Ma ero attratta dalla grande mostra organizzata dal Consiglio d'Europa, con quel titolo suggestivo: "Diecimila anni di civiltà in Anatolia". Fidavo nell'ottima organizzazione degli Amici della Galleria d'Arte Moderna. Eravamo quasi tutte donne... E per me il fascino della mostra dipendeva dall'onda alta del movimento femminista internazionale, che era andato riscoprendo non tanto il matriarcato, che non è mai esistito come potere strutturato, ma la Grande Madre e i suoi miti... Quel viaggio fu limitato ad Istanbul. Ma Istanbul, l'ho capito razionalmente la seconda volta, é  di per sé un mito, percorsi d'acqua, ciottoli di smeraldo nel Topkapi, il Bosforo, le cupole come astronavi... Riuscii miracolosamente a percepire tutto questo perché decisi che avrei agito soltanto lo sguardo, saziarmi di visioni, e ri-scoprire la visionarietà della parola. Istanbul, la città segreta, sta nello sguardo di ciascuno; sei tu che devi catturarla, e infischiartene di "localizzarla", non ritroverai mai la strada che hai percorso, o la moschea che ti ha abbagliato. Le foto, semmai, vengono dopo, al ritorno a casa. E, al ritorno a casa, scrissi trenta cartelle, destinate soltanto a me stessa. Le ho ritrovate dopo 28 anni".

Infine, sei tornata a Istanbul in compagnia di De Amicis, Loti e Pamuk. Perché?
"Ora é  chiaro perché, approdando di nuovo ad Istanbul  nel settembre 2011(è il mese più bello, mi dicono), mi son fatta "scortare" da Edmondo De Amicis, da Pierre Loti e da Orhan Pamuk. Nel 1983 quanti italiani sapevano che De Amicis aveva scritto non soltanto Cuore ma anche le cronache dei suoi viaggi esotici, e ardentemente desiderati? Uno di questi viaggi, esattamente quello a Costantinopoli/Stanbul, l'aveva sognato per dieci anni. Io l'ho cercato quel grande reportage, e l'ho letto nella sua redazione più ampia (la Società Geografica Italiana mi ha regalato il prezioso volume Delle cose de' Turchi, che raccoglie le cronache dei viaggiatori italiani dal 1600 fino all'Ottocento). Poi ho riletto De Amicis nel libricino intitolato semplicemente Costantinopoli, esiguo ma affascinante e, secondo me, indispensabile da portarsi dietro nel viaggio; un volumetto pubblicato da Einaudi soltanto nel 2007 con una introduzione di Umberto Eco che, se l'ho bene interpretata (ma forse no), ritiene "una sventura" averlo letto prima di vedere la città... Da De Amicis, per l'Ottocento italiano, sono passata a Pierre Loti per l'Ottocento francese, ma l'ho letto in inglese; purtroppo il suo romanzo pubblicato per la prima volta anonimo, e dedicato al suo grande amore circasso (titolo Azyadé) non  ha attualmente una edizione italiana, ed è un gran peccato... Anche la biografia dello scrittore l'ho letta in inglese, l'autrice Lesley Blanch è americana e, nel suo racconto intitolato Pierre Loti, Travels with the Legendary Romantic, fa un'acuta e divertente disamina del personaggio, ed entrambi questi libri li ho trovati nella più sofisticata libreria di Istanbul, la Galeri Kayseri, sulla strada più elegante della città, la King's Street. Guardare e leggere, dunque, e per il 2000, chi altri se non Orhan Pamuk? Istanbul, Neve, Il Museo dell'Innocenza, e la scoperta di un conflitto interiore, nel primo Premio Nobel turco per la letteratura, che ho persino tentato di sanare attingendo ad una totalmente illegittima preoccupazione materna!".

La tua Istambul in quindici righe.
"Ne bastano molte di meno. Basta il titolo del IV° ed ultimo capitolo, "Davanti al suo enigma". E l'incipit: "Il tempo corre, non posso lasciarmi sfuggire Istanbul dalle mani... Continuo a leggere, a informarmi, ascoltare, cercare di capire; infine devo placarmi, con umiltà, davanti al suo enigma".

AdeleCambria
Il doppio viaggio
Donzelli
pagg, 226, euro 17.

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