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domenica 13 novembre 2011

Parigi, una statua per celebrare Brassenes I suoi testi cantati anche da Faber De Andrè

il Fatto Quotidiano Terza pagina | di Martina Castigliani | 12 novembre 2011




 
Parigi, una statua per celebrare Brassenes
I suoi testi cantati anche da Faber De Andrè
L'Idea del comitato punta a raccogliere 20.000 firme e altrettanti contributi di 10 euro per mettere in piedi il progetto. Brassens morto nel 1981, è stato un cantautore, un poeta, uno scrittore e un attore francese
Una statua popolare per rendere omaggio a un cantante che ha fatto la storia della Francia e della canzone francese e per farlo chiedere 10 euro a 20.000 cittadini. È questa l’idea del comitato “Une statue pour Georges Brassens”, che nato dall’iniziativa di qualche fan, sta cercando di mobilitare soldi e persone alla causa. “Le statue non celebrano mai i miti popolari”, è la denuncia del comitato, che partendo da internet, il mezzo democratico per eccellenza, vuole fare una rivoluzione anche nel mondo della rappresentazione pubblica. Uomini di stato, politici, militari, pensatori: questi i protagonisti storici delle nostre piazze, mentre a Parigi, come dicono i promotori della campagna, raramente si trova una statua dedicata ad un mito popolare, ad un mito che riguarda la gente e non solo le istituzioni.

Dumas, Parmentier, La Fontaine sono i soli esempi di personaggi vicini al contesto popolare che si possono trovare per le vie, immortalati in qualche strada. Per il resto è tutto un Napoleone o Charles De Gaulle. “È triste”, affermano i promotori, “che per ricordare i personaggi che hanno segnato la nostra società, sia rimasto solo “google image” o qualche foto su internet. Se la cultura ufficiale ha trasformato tutto in un ricordo pomposo, è ora di riprenderci quella cultura.” È così che comincia il manifesto di una battaglia perché il mito Brassens, il cantautore conosciuto in Italia anche grazie a Fabrizio De André, che ne tradusse alcune canzoni come ad esempio “Attenti al Gorilla” o “Morire per delle idee”, possa avere anche lui una statua nel centro parigino sotto cui potersi ritrovare. Un’idea per riprendersi lo spazio pubblico, quello di parchi e giardini e per farlo ricordando un pezzo importante della cultura popolare francese.

Georges Brassens morto nel 1981, è stato un cantautore, un poeta, uno scrittore e un attore francese. Dopo il debutto nel famoso teatro parigino “Olympia”, la sua carriera lo portò in giro per il mondo, anche se la sua storia rimane legata alla casa dell’Impasse Florimont. “La mauvaise réputation” (1953), “Le pornographe” (1958), “Les copains d’abord” (1964), solo alcuni dei dischi che fanno la storia di Brassens.

“Una statua in strada, nelle piazze”, continua il manifesto, “è quanto di più popolare possa esistere. Totalmente diverso dai quadri nelle sale dei musei o dalle esposizioni private.”E allora ecco la sfida: trovare 20.000 sottoscrittori e amici di Brassens che possano donare 10 euro ciascuno per poter avere finalmente una statua dedicata al cantante, alla sua celebre pipa e sedia su cui era solito appoggiare il piede mentre cantava. “Non vogliamo” hanno continuato i fan, “istituzionalizzare l’immagine di Brassens, ma al contrario vogliamo far sì che le generazioni successive possano ricordarlo in tutta la semplicità che lo ha contraddistinto”. Il progetto da finanziare è stato sottoposto al nipote del cantautore, Serge Cazzani, che lo ha subito approvato. Lo scultore scelto è Thierry Delorme, artista originario di Ginevra. L’associazione dal nome “Une statue pour Brassens” ha uno statuto giuridico ed attraverso il sito internet si propone di raccogliere le donazioni del popolo e della gente comune e la soglia di 10 euro serve proprio per indicare il carattere democratico dell’idea. “All’inizio”, hanno concluso gli organizzatori, “eravamo molto fermi sulla questione donazioni: volevamo assolutamente che non ci fossero grandi sponsor o somme di denaro di privati che si impossessassero del nostro progetto. Negli ultimi giorni però, a causa delle numerose richieste abbiamo deciso di aprire anche a qualche donazione superiore, ma che provenga sempre dai cittadini che ci vengono a cercare su internet e non da sponsor o grandi istituzioni”.

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