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lunedì 21 novembre 2011

Storia più finzione ed ecco il low fantasy: "Il burattinaio" di Barbi

Francesco Barbi e il suo libro Francesco Barbi e il suo libro 

Storia più finzione ed ecco il low fantasy: "Il burattinaio" di Barbi

di Cr.S.
Tra le centinaia di proposte e le decine di autori presenti alla recente edizione di Lucca Comics c'era anche lui. Francesco Barbi, definito da più parti tra le nuove promesse della letteratura fantasy italiana. Nella cittadina toscana ha presentato Il burattinaio, suo ultimo lavoro dopo L'acchiapparatti, entrambi pubblicati da Baldini & Castoldi/Dalai Editore. Abbiamo fatto due chiacchiere con Barbi.
Francesco, il suo romanzo più recente, Il burattinaio, è catalogabile come un low-fantasy. In cosa consiste questo genere?
"Il low-fantasy è un sottogenere della letteratura fantastica in cui l'ambientazione è meta-storica, tipicamente medievale, e in cui l'elemento magico o soprannaturale è piuttosto limitato. Non c'è una netta distinzione tra bene e male, e spesso i protagonisti sono antieroi senza una chiara iniziativa morale, tratteggiati anche attraverso risvolti psicologici e tratti conflittuali".
Lo ha definito come un racconto polifonico. Non ruota attorno ad un eroe principale fa spazio a tante voci e personaggi che, con il loro caratteristico modo di parlare e le loro particolarità caratteriali, rendono la storia un mosaico.
"E' così. Il tutto nasce da una precisa scelta stilistica. Ho infatti deciso di narrare la storia attraverso il susseguirsi di scene scritte dal punto di vista dei diversi personaggi, limitando il più possibile il raccontato e l'uso di un narratore onniscente. La trama è piuttosto complicata e dunque è la storia stessa ad aver avuto bisogno di molti protagonisti. A maggior ragione, ho cercato di differenziare e costruire al meglio i personaggi, andando a sfruttare tutti gli aspetti che avevo a disposizione per la loro caratterizzazione, come la voce e il modo di parlare".
Quali sono i suoi maestri, cosa ha preso da loro e quanto ha trasferito nella sua scrittura?
"Non ho maestri particolari, sono un lettore onnivoro e credo naturalmente che per scrivere sia fondamentale leggere molto. Se proprio devo pensare a quali siano i romanzi che mi influenzano più di altri, almeno per ciò che riguarda lo stile direi che tendo ad avvicinarmi alla scrittura scarna, scorrevole e paratattica caratteristica di certi thriller, gialli o noir".
Ha progetti di scrittura fantascientifica? Quant’è necessario avere nozioni tecnico-scientifiche per sviluppare un romanzo di quel genere?
"Più che progetti, ho già scritto molti racconti di fantascienza, un genere nel quale sono convinto che la conservazione della verosimiglianza sia fondamentale. Credo dunque che avere nozioni tecniche e scientifiche possa aiutare non poco a dare sostegno alla coerenza della storia, che è la prima necessità di qualsiasi racconto".

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