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lunedì 31 ottobre 2011

Valle occupato: parte l'esperimento dello statuto partecipato

 
Articolo 21 - Teatro&Cinema
Valle occupato: parte l'esperimento dello statuto partecipato
Valle occupato: parte l'esperimento dello statuto partecipato Il Teatro Valle vuol essere a tutti gli effetti un "bene comune" per questo, come già annunciato nei giorni scorsi, a partire da oggi sul sito del Valle occupato è disponibile la bozza dello statuto della Fondazione per consentire a tutti di poter intervenire, commentare, correggere, apportare idee e proposte nuove.
Quì la pagina per intervenire sulla bozza


"Noi occupanti abbiamo intrapreso un percorso di lotta, cominciato il 14 giugno 2011, che ha un carattere costituente. Attraverso la sperimentazione di una prassi di studio e di autogoverno del teatro, siamo giunti all’elaborazione dello Statuto della Fondazione Teatro Valle Bene Comune, che oggi presentiamo all’assemblea e alla cittadinanza. Si tratta di un’elaborazione della pratica attiva di governo del Teatro fatta fin qua dagli occupanti, una possibile premessa per la pratica futura di governo di questo Teatro da parte della cittadinanza.

Per la vocazione della fondazione, durante la conferenza stampa dello scorso 5 luglio, è stata avanzata la proposta di fare del Teatro Valle un luogo dedicato alle drammaturgie italiane e contemporanee per rispondere all'esigenza di riaprire un processo di narrazione e rappresentazione della realtà, che nell'ultimo mezzo secolo della vita del nostro paese ha subito un'involuzione, un congelamento. Data la particolare natura del palcoscenico del Valle, la storia e la preparazione delle sue maestranze, si è proposto inoltre che il Teatro diventi un centro di formazione per tecnici di palcoscenico.

Nel periodo di tempo che ci separa dalla nascita della Fondazione sperimenteremo nuove forme di direzione artistica e daremo vita a laboratori e corsi di formazione per il pubblico. Proseguirà inoltre l’impegno del Teatro Valle Occupato nel dare spazio alla musica, al cinema e alla danza.

Hanno già accettato di sperimentare la direzione artistica: Balletto Civile, Elisabetta Pozzi, Renato Carpentieri, Emma Dante, Jacob Olesen, Marco Baliani e Eugenio Allegri, Thomas Ostermeier, Rem&Cap, Scena Verticale, Francesco Saponaro, Teatro Minimo, Teatro Delle Albe, Cristina Pezzoli, Roberto Castello, Anatolij Vasiliev, Serena Senigaglia, Sergio Bini e Bustric, Pippo Delbono, Paolo Rossi, Arturo Cirillo, Ottavia Piccolo, Elio De Capitani, Sergio Tramonti, Antonio Rezza, Fanny&Alexander, Davide Iodice, Adriana Borriello e il collettivo dei drammaturghi.

Inoltre, alle attività del teatro, parteciperanno, tra gli altri: Romeo Castellucci, Luca Ronconi, Peter Stein, Valerio Binasco, Danio Manfredini, Paola Bono, Ugo Chiti.
Procederemo ad una elaborazione pubblica e collettiva dello statuto per arrivare tutti insieme alla costituzione di una Fondazione Teatro Valle Bene Comune, che sia il più possibile condivisa e partecipata: il documento sarà, infatti, inserito in un’apposita sezione del sito www.teatrovalleoccupato.it grazie ad innovativi sistemi tecnologici, per contemplarne e integrarne al suo interno qualunque proposta e dare la possibilità a tutti di vederne, in itinere, le modifiche. La Statuto sarà così uno “Statuto Partecipato”.

Nelle prossime assemblee presenteremo il Codice politico della Fondazione, una elaborazione avanzata della vocazione del Teatro Valle, la gestione economica e i bilanci previsionali delle future stagioni."
STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO VALLE BENE COMUNE
Principali elementi di novità

Natura costituente dello Statuto. Informato all’attuazione reale di principi presenti nella Costiutuzione Italiana e rimasti a livello retorico, nonché contributo alla produzione di “principi fondamentali e costituenti della giustizia ecologica e solidaristica internazionale ed intergenerazionale”.
1-Lo statuto non disciplina solo la Fondazione ma vuole porre le basi per una prima disciplina giuridica del bene comune cultura. Di qui il legame intimo fra la dimensione giuridica dell’“avere” e quella dell”essere” che si articola nei due cespiti patrimoniali più significativi “Il patrimonio della Fondazione è costituito dall’aspettativa del pieno riconoscimento giuridico del Teatro Valle, da essa posseduto, come Bene Comune. Nelle more di una disciplina giuridica formale di tale nozione, il presente Statuto adotta quella contenuta nell’art I comma III lettera C del Disegno di Legge Delega predisposto dalla Commissione Ministeriale per la Riforma del Titolo II del Libro III del Codice Civile, D.Ministero Giustizia 21 giugno 2007 : Sono “beni comuni le cose che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali nonché al libero sviluppo della persona. I beni comuni devono essere tutelati e salvaguardati dall’ordinamento giuridico, anche a beneficio delle generazioni future. Titolari di beni comuni possono essere persone giuridiche pubbliche o privati.  In ogni caso deve essere garantita la loro fruizione collettiva, nei limiti e secondo le modalità fissati dalla legge” e  Dal patrimonio conoscitivo e di lavoro di tutti i comunardi valutabile in quanto know how capace di aver riconosciuto e ridato vita al Teatro Valle come bene comune durante la sua occupazione e di progettare e mettere in opera gli obiettivi politici e culturali di cui al presente statuto.
2-La fondazione istituzionalizza inoltre il legame fra cultura arte e pratiche politiche che da essa sono solo apparentemente distanti ma la cui esistenza stessa “uccide la cultura”: esempio è “La pratica attiva ed artistica del ripudio della guerra e di qualsiasi forma di dominio, di sfruttamento, di oppressione, includendo in ciò il precariato in ogni sua forma. O ancora “La lotta con ogni mezzo artistico, politico e giuridico, inclusa la promozione di Referendum abrogativi ex art. 75 Costituzione, per la riconversione di ogni risorsa dedicata al perseguimento delle  pratiche di cui all’ art. d) a favore della cultura e dei beni comuni.
3- Il principio di radicale eguaglianza sostanziale come precondizione politico-giuridica per declinare qualitativamente il bene comune come relazione: “da ciascuno secondo le sue possibilità” nel computo della quota  e “tutti i Soci hanno uguali doveri e diritto ad un voto in Assemblea a prescindere dalla quota di partecipazione versata”.
4-La natura di statuto vivo, che si adatta ai contesti, articolata in parti separate dal livello semantico ma unite nella funzione, Preambolo, Statuto e Codice Politico, continuamente monitorate nella sua adesione alle pratiche reali in tal modo scongiurando il fenomeno ipocrita del diritto disapplicato: lo statuto istituzionalizza così forme volte a ”garantire la natura viva della Fondazione e la sua “capacità” di garantire, nei contesti in trasformazione, gli obiettivi della comunità raccolta intorno al Teatro Valle secondo i principi della cura del bene comune”.
5-La partecipazione autentica alla cura del bene comune, dovere dei comunardi, che garantisce la fisicità primaria del rapporto, viene favorita istituzionalmente da decisioni prese a maggioranza, qualunque sia il numero dei presenti, e da meccanismi di esclusione per l’inadempimento effettivo dei doveri sociali.
6-La natura turnaria dell’esercizio di funzioni per sconfiggere la dinamica del potere concentrato. Organo esecutivo turnario eletto secondo il “duplice principio della partecipazione allargata della cittadinanza e dell’autogoverno delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo”.
7-Piena integrazione politica in Statuto dell’elemento gestionale con quello artistico. La “chiamata a proporre” come elementi di rapporto fra il corpo collettivo dei comunardi e le esigenze della libera creatività artistica.
*NB: a breve la bozza sarà disponibile su una apposita sezione del sito www.teatrovalleoccupato.it/statutopartecipato e darà a chiunque la possibilità di offrire il proprio contributo e osservare il progetto in divenire

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