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sabato 3 dicembre 2011

"Donne e cucina nel Risorgimento"

da pagina

"Donne e cucina nel Risorgimento"

Diffuso in tutte le edicole con “La Stampa”, è stato presentato sabato 26 novembre alle ore 21 presso la “Casa del Conte Verde” di Rivoli, l’ultimo libro di Bruna Bertolo, “Donne e cucina nel Risorgimento. Aneddoti e ricette popolari, borghesi, reali dell’800” edito da Susalibri con prefazione di Bruno Gambarotta. Con l’autrice, sono stati presenti il sindaco di Rivoli, Franco Dessì, l’assessore alla cultura Franco Rolfo e il giornalista Enrico Ercole.
Il nuovo libro della giornalista e scrittrice rivolese Bruna Bertolo è ancora dedicato al mondo delle donne. Questa volta l’autrice entra nelle cucine, ricche e povere, dell’800 per offrire spaccati della società del tempo, uniti tra di loro dal filo conduttore di ricette e di tavole, del Nord, del Centro, del Sud, di un’Italia che andava faticosamente costruendo la sua Unità. La preziosa prefazione di Bruno Gambarotta mette in evidenza come il libro della Bertolo riesca a disegnare “percorsi di conoscenza che mai avremmo immaginato praticabili, tra la vita di corte e i bassi napoletani, o le abitudini di vita dei contadini. Lo fa usando come chiave, o meglio come grimaldello, il cibo; fin dall’inizio del libro, con la storia ben documentata della nascita della pizza Margherita, la prima regina d’Italia…..
Nel corso dell’800, il rapporto donna-cucina appare tutt’altro che scontato. Nel volume, il ruolo nascosto delle donne che contribuirono alla costruzione dell’Unità d’Italia si delinea anche attraverso una serie di ricette che raccontano il difficile quotidiano di quegli italiani e di quelle italiane che lottarono per far sì che l’Italia non fosse solo più un’espressione geografica.
La cucina si veste di semplicità nelle grandi pentole delle vivandiere al seguito dei soldati e dei volontari che combatterono dal Nord al Sud, al seguito dei garibaldini, nella impresa dei Mille. La cucina si veste di piatti raffinati nei salotti borghesi che costruiscono il sapere delle donne, luogo di incontro degli intelletti aperti al nuovo, alle idee liberali, alla costruzione di un’Italia sognata per decenni, edificata attraverso le società segrete, i moti insurrezionali, le guerre di indipendenza.
La cucina si veste di eleganza con le ricette dei grandi cuochi nelle corti dei re che condussero la Storia, da Carlo Alberto a Vittorio Emanuele II, da Maria Luigia di Parma ai Borbone nel Regno delle Due Sicilie. Un’alta cucina, riservata all’alta società condotta da uomini e l’umile cucina delle cuoche del popolo, quella costruita con pochi ingredienti, con mezzi ridotti, piccoli forni, pentolame modesto, cuoche semplici capaci di inventare piatti dal nulla.

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